Un’inchiesta di Channel 4 News, condotta insieme al collettivo di giornalismo investigativo Verbatim, ha portato alla luce un piano per aggirare le norme britanniche sul finanziamento dei partiti ai vertici di Reform UK. Le riprese, verificate dalla redazione, mostrano Nigel Farage e altri esponenti di primo piano del partito mentre esultano per l’arrivo di nuovi finanziamenti stranieri tenuti nascosti al pubblico.

All’inizio dell’anno James Orr, responsabile delle politiche del partito, e Dan Jukes, stretto collaboratore di Farage, si sono accordati per far finanziare tramite una società statunitense tre sondaggi commissionati dal partito. I risultati, presentati come frutto di ricerche indipendenti, sono finiti in prima pagina e due di essi hanno contribuito a mobilitare il consenso al partito in vista delle elezioni locali di maggio. Al pubblico, però, non è mai stato detto che fosse stato lo stesso Reform UK a commissionare i sondaggi, né che il pagamento sarebbe stato coperto da un finanziatore “fuori dai libri contabili”. Il costo complessivo dei tre sondaggi è stato di 32.500 sterline.

Orr e Jukes non sapevano che, dietro la società americana, si celava in realtà una squadra di giornalisti sotto copertura, che si erano finti un facoltoso imprenditore statunitense e suo figlio residente nel Regno Unito, presentato con il nome fittizio di “William Lockwood”. In un incontro a base di ostriche e vino nel collegio elettorale di Farage a Clacton, avvenuto a fine luglio, quando i tre sondaggi erano già stati pubblicati e pagati, il leader di Reform ha incontrato la squadra sotto copertura credendo di avere di fronte davvero “William” e suo padre. Farage ha definito i sondaggi “fantastici” e “un ottimo investimento”, aggiungendo: “Ha funzionato. Boom”.

Quando la conversazione si è spostata su un’eventuale donazione più consistente al partito, uno dei giornalisti sotto copertura ha chiarito che il piano prevedeva che fosse il figlio residente nel Regno Unito a effettuare il pagamento e a risultare come donatore ufficiale, pur trattandosi in realtà di fondi provenienti dal padre negli Stati Uniti. Un simile schema, proposto per la prima volta da Jukes in un incontro precedente, costituirebbe un illecito. Farage ha risposto ringraziando, prima genericamente e poi rivolgendosi a entrambi: “Grazie a tutti e due”. Quando il presunto figlio ha iniziato a parlare della “fase successiva” del loro sostegno finanziario, Farage ha aggiunto che era “tutto regolare”.

Il giornalista sotto copertura aveva in precedenza comunicato agli assistenti di Farage che l’eventuale donazione futura sarebbe potuta ammontare a 500mila sterline. In quel periodo Farage e il suo partito erano già sotto forte pressione per questioni legate alle loro finanze e stavano affrontando un’elezione suppletiva a seguito di accuse di finanziamenti occulti, accuse che Farage ha sempre respinto come infondate sul piano della legalità.

L’attività sotto copertura è stata condotta da Verbatim, un collettivo investigativo indipendente da Channel 4 News, fondato da giornalisti provenienti dal Centre for Climate Reporting. Dopo essere stata contattata da Verbatim con i risultati dell’indagine, la redazione di Channel 4 News li ha verificati approfonditamente. Channel 4 News non ha pagato per i sondaggi né ha versato denaro a Verbatim o a società a essa collegate.

Bob Posner, avvocato ed ex amministratore delegato della Commissione Elettorale britannica, ha preso visione dei principali elementi dell’inchiesta e ha dichiarato che dovrebbe ora essere avviata un’indagine penale, poiché potrebbero essere stati commessi “reati gravi”.

La società statunitense che ha effettuato i pagamenti per i sondaggi, così come il presunto finanziatore americano residente negli Stati Uniti, non rientrano tra i donatori ammessi dalla legge elettorale britannica. La Commissione Elettorale chiarisce che tra le donazioni ai partiti politici rientra anche qualsiasi finanziamento che copra costi e spese del partito, compresi i pagamenti per studi e ricerche.

Le donazioni provenienti da un finanziatore non ammesso devono per legge essere segnalate alla Commissione Elettorale entro 30 giorni da ciascun pagamento, e il partito è tenuto a restituire il denaro al donatore entro lo stesso termine. Anche le donazioni legittime, provenienti da donatori ammessi, devono essere dichiarate alla Commissione Elettorale qualora superino le 11.180 sterline nell’arco di un anno solare.

Secondo i registri ufficiali, nessuno dei pagamenti relativi ai sondaggi risulta finora dichiarato da Reform UK alla Commissione Elettorale, né come donazione ammessa né come donazione non ammessa, sebbene la maggior parte delle scadenze previste per la comunicazione sia già trascorsa.

Channel 4 News ha chiesto a Reform UK se Farage fosse a conoscenza, prima dei pagamenti, del fatto che i sondaggi venissero finanziati da un finanziatore segreto tramite una società statunitense, o se ne fosse stato informato solo in seguito. Il partito non ha fornito alcun commento. La donazione più consistente, proposta in un secondo momento, non è mai stata effettivamente versata.

“Potremmo cavarcela facilmente”

Alti esponenti di Reform UK hanno incontrato ripetutamente, a partire dallo scorso anno, il giornalista sotto copertura di Verbatim basato nel Regno Unito, discutendo regolarmente di pagamenti segreti a vantaggio del partito.

In alcuni incontri Orr, che oltre al suo ruolo in Reform UK è anche teologo e professore associato all’Università di Cambridge, ha proposto altri possibili schemi, salvo poi abbandonarne alcuni per timori di natura legale o per la possibile necessità di dichiararli alla Commissione Elettorale.

A un incontro tenutosi a gennaio, Orr ha spiegato al giornalista sotto copertura che Reform UK aveva commissionato un sondaggio realizzato dalla società di ricerca politica JL Partners. Il sondaggio era legato ai piani, allora avanzati dai Laburisti, di annullare le elezioni locali, contro i quali Reform UK si stava battendo.

Orr ha assicurato che non ci sarebbe stato “nulla di irregolare” nell’eventualità che il giornalista sotto copertura pagasse per il sondaggio. Ha però insistito sulla necessità di mantenere segreto l’accordo, affermando: “Non ne parlerei con nessuno”. All’epoca ha precisato che Farage non ne sarebbe stato a conoscenza.

Il 17 gennaio il sondaggio di JL Partners è stato ripreso dal Telegraph in prima pagina, con il titolo “I Laburisti subirebbero una debacle se si andasse al voto”, senza alcun riferimento al coinvolgimento di Reform UK.

Risulta che il coinvolgimento di Reform UK non sia mai stato comunicato al Telegraph. I risultati del sondaggio sono stati ampiamente diffusi sui social media da esponenti di primo piano del partito. Il governo in seguito ha fatto marcia indietro sui piani di annullare le elezioni.

Pochi giorni dopo la pubblicazione del sondaggio, Orr ha organizzato la condivisione dei dati societari statunitensi dei giornalisti sotto copertura con JL Partners, per predisporre il pagamento del sondaggio, costato 18.000 sterline. La società statunitense che ha effettuato questo e altri pagamenti legati all’inchiesta era stata costituita e veniva controllata da Verbatim.

In un altro incontro, discutendo di uno schema di sondaggio quasi identico a quello già pagato dalla squadra sotto copertura, Orr ha dichiarato che, “se in qualche modo lo si volesse vedere, tecnicamente si tratterebbe di una donazione in natura”, aggiungendo però: “Qualcuno se ne accorgerà? Lo dirò a qualcuno? Ovviamente no, quindi in pratica potremmo cavarcela facilmente”.

Ha inoltre scherzato sulla possibilità di fare “esattamente come nei romanzi di John Le Carré: lo si stampa, lo si mette in una busta marrone e lo si consegna da qualche parte”.

Orr ha lasciato intendere che le conseguenze sarebbero state improbabili, trattandosi a suo dire soltanto di “violazioni tecniche” delle norme, e definendo la Commissione Elettorale “completamente inutile” e “così stupida e inefficace”. Il piano specifico discusso in quell’incontro non è stato poi messo in atto.

“Questi piccoli progetti clandestini sono così preziosi”

In un altro incontro con il giornalista sotto copertura basato nel Regno Unito, Jukes ha descritto il loro accordo sui sondaggi come “estremamente importante”, sottolineando che avevano un grande impatto, erano relativamente convenienti dal punto di vista economico e “non compaiono da nessuna parte nei registri pubblici”. Ha aggiunto: “Questi piccoli progetti clandestini sono così preziosi”.

Durante un ricevimento di Reform UK, Jukes ha presentato in una conversazione il giornalista sotto copertura come “donatore chiave per un progetto fuori dai libri contabili”.

La squadra sotto copertura ha finanziato altri due sondaggi di JL Partners, pubblicati su quotidiani nazionali senza alcuna menzione del coinvolgimento di Reform UK nella loro commissione.

Uno, costato 4.500 sterline, è apparso sul Telegraph il 10 aprile con il titolo “Due terzi degli elettori vogliono che Starmer se ne vada”; l’altro, costato 10.000 sterline, è stato pubblicato in prima pagina sul Times il 1° giugno con il titolo “Il consenso di Reform tra gli iscritti ai sindacati è allo stesso livello di quello laburista”.

Risulta che né il Telegraph né il Times siano stati informati del coinvolgimento di Reform UK in questi sondaggi commissionati a JL Partners, società affermata utilizzata da diverse testate, inclusa in passato la stessa Channel 4 News.

Il giorno prima dell’incontro con Farage, avvenuto a fine luglio, Orr ha dichiarato che Farage era “consapevole del sostegno” ricevuto, senza però entrare “nei dettagli”, aggiungendo che Farage “sa che siete un donatore importante”.

Jukes aveva proposto, in un incontro precedente tenutosi a maggio, che il giornalista sotto copertura, in quanto residente nel Regno Unito, effettuasse una donazione consistente a Reform UK, anche se il denaro proveniva in realtà dal padre americano. Jukes ha inoltre scherzato sul fatto che avrebbe accettato un “regalo personale incondizionato” da cinque milioni di sterline, dicendo: “Conosco la persona giusta”.

Jukes ha inoltre elencato altri sostenitori di Reform UK che, a suo dire, avrebbero donato al partito tramite i propri figli.

Sottolineando i vantaggi del loro rapporto, Jukes ha dichiarato: “Se Nigel arriva al numero 10, state bevendo una birra con quello che di fatto diventerà il suo capo di gabinetto a Downing Street. Se questo non è un interesse commerciale, non so cosa lo sia”.

Il piano secondo cui il figlio residente nel Regno Unito avrebbe effettuato la donazione più consistente utilizzando fondi originariamente provenienti dal padre è stato discusso anche con Orr in un incontro successivo. Orr ha dichiarato: “Se il nome è il tuo, il donatore sei tu, tuo padre ha la possibilità di negare”.

Quando il giornalista sotto copertura ha chiarito che i fondi sarebbero arrivati dagli Stati Uniti, Orr ha risposto che il partito avrebbe avuto “bisogno di saperne un po’”, ma che si sarebbe trattato di una “verifica standard” sull’origine dei fondi e che “sarebbe stato tutto a posto”.

Pochi giorni dopo l’incontro dei giornalisti sotto copertura con Farage, Jukes ha telefonato al giornalista basato nel Regno Unito, spiegando come Reform UK intendesse utilizzare parte dei 500mila sterline della donazione proposta per verificare i candidati del partito.

Un esperto di diritto elettorale chiede un’indagine penale

Posner ha definito “scioccante” l’aver facilitato pagamenti per sondaggi da parte di esponenti di Reform, aggiungendo: “Da quanto ho visto, il sondaggio era stato commissionato dal partito, era un sondaggio per il partito, e nasconderlo significa nascondere una donazione”. Ha proseguito: “È contro la legge, ed eludere le norme, tentare di eludere le norme, adottare misure per favorire ulteriormente l’elusione delle norme, sono reati gravi”.

Posner ha affermato che Farage si trova ora di fronte a “domande piuttosto difficili a cui rispondere”, aggiungendo: “Sembra essere consapevole di ciò che sta accadendo e sembra essere consapevole che si tratta di un modo per aggirare le regole, per eludere le norme sulle donazioni, e questo è motivo di seria preoccupazione”.

Al momento dell’incontro sotto copertura, Farage era impegnato in un’elezione suppletiva, dopo essersi dimesso all’inizio del mese a seguito di un’intensa attenzione mediatica sulle finanze proprie e del partito e di un’indagine del Commissario parlamentare per gli standard. È stato rieletto il mese scorso.

Il Commissario sta valutando se Farage avrebbe dovuto dichiarare i 5 milioni di sterline ricevuti nel 2024 dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne. Farage ha dichiarato che si trattava di un “regalo incondizionato” destinato a coprire la propria sicurezza personale, e che non era tenuto a dichiararlo in quanto non si trattava di fondi di natura politica.

Il Commissario sta inoltre valutando se avrebbero dovuto essere dichiarati i benefici ricevuti da Farage, nell’anno precedente alla sua elezione a deputato, da George Cottrell, un truffatore condannato e da tempo alleato di Farage.

Farage ha dichiarato che Cottrell non gli ha dato nulla da quando è stato eletto, nel luglio 2024, e che ogni eventuale sostegno precedente non era legato alla politica ed è “irrilevante”. Al momento delle dimissioni che hanno determinato l’elezione suppletiva, ha dichiarato: “Non ho fatto nulla di sbagliato. Non ho violato la legge in alcun modo”.

Channel 4 News ha contattato Reform UK, Farage, Jukes e Orr per un commento sui risultati dell’inchiesta. Nessuno di loro ha risposto, ma risulta che respingano integralmente le accuse.

JL Partners ha dichiarato di attenersi a standard elevati. Un portavoce ha affermato: “Pur non essendoci alcun dubbio sull’accuratezza del nostro lavoro, l’inchiesta ha rivelato alcune debolezze nelle nostre procedure. Per questo motivo JL Partners sta rivedendo tali procedure, al fine di eliminare possibili zone grigie e ambiguità e rafforzare le nostre garanzie per il futuro”.

Un portavoce del Telegraph Media Group ha dichiarato: “Stiamo rivalutando il nostro rapporto futuro con questa società di sondaggi, poiché riteniamo di essere stati ingannati. In via precauzionale abbiamo sospeso gli articoli in questione, in attesa che il British Polling Council conduca una verifica”.

Il Times ha dichiarato di “non essere stato informato del coinvolgimento di Reform nella commissione e nel pagamento del sondaggio”.

Il British Polling Council ha ricordato che i suoi membri sono tenuti a dichiarare pubblicamente chi ha commissionato i loro sondaggi. Un portavoce ha dichiarato: “Dalle informazioni fornite da Channel 4 News, risulta che potrebbero esserci state violazioni deliberate di questa norma. Chiederemo ulteriori informazioni al membro del BPC coinvolto”.

Un portavoce della Commissione Elettorale ha dichiarato: “Le informazioni relative a un possibile tentativo di eludere i controlli sulle donazioni spettano alla valutazione della polizia”.

Con il contributo di EUAlive.

, ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *